14 dicembre 2016

L'amore molesto di Elena Ferrante e il film di Martone

Hello readers!
Questo è un periodo particolarmente proficuo per me, sia dal punto di vista della lettura che da quello, ancor più importante, dei libri da leggere: sono diventati pressocché infiniti! Ho da poco sviluppato una vera e proprio mania ossessivo-compulsiva verso i libri usati - chi mi segue su Instagram l'avrà capito! - e quindi ultimamente ho comprato decine e decine di libri usati e vecchissimi, senza sentirmi ancora minimamente sazia. Oggi però vorrei dedicare un post al primo libro che ho deciso di leggere della nontantomisteriosa Elena Ferrante (sappiate che nella diatriba sulla sua persona, io non sono per niente d'accordo, non con la diatriba, bensì con la Ferrante stessa e con la sua imposizione alla maschera) ovvero L'amore molesto, il primo romanzo della scrittrice, decidendo poi di guardare anche il film di Mario Martone del 1995.

Elena Ferrante
L'amore molesto
Anno: 1992 
Pagine: 171 
★★★★

Sullo sfondo di una Napoli dalle atmosfere grevi e soffocanti il viaggio di Delia all'interno di se stessa e del suo passato, nel tentativo di capire i motivi che hanno portato la madre a una morte misteriosa. I ricordi si aprono in un confronto con la figura della madre mai capita fino in fondo, amata e odiata a un tempo. Passato e presente si intrecciano e si confondono mentre Delia si sorprende a scoprire nuovi aspetti della sua personalità e di quella di sua madre. E finalmente i vuoti si riempiono. 

 
Bhè, come premessa si potrebbe scrivere che, comunque vada, ho assegnato alla prima Ferrante quattro stelle, come si può vedere anche dalla scheda. L'ho fatto per i lettori velocissimi, quelli che intendono sapere se il libro in questione vale la pena oppure no. Per tutti gli altri... c'è più di una cosa da dire. L'amore molesto ci viene raccontato da Delia, la protagonista, sempre in prima persona e in prima linea tra passato e presente, tra infanzia e vecchiaia, tra balsami e reggiseni. Delia ha quarant'anni quando Amelia, sua madre, le telefona per elencarle una serie di frasi volgari e disperate, per mostrarsi a sua figlia nel panico di una donna inseguita e nell'ebbrezza di una donna ribelle; e decide, infine, di annegarsi. Delia torna a Napoli, città-sfondo dell'intera vicenda, dove, dopo aver partecipato ai funerali, inizia il suo percorso di ricerca e ricordo. La scrittura della Ferrante, che conosco oggi per la prima volta, procede spesso per metafore e risulta a tratti dura e spigolosa, difficile da mandare giù a stomaco vuoto. Delia affronta il suo passato e, al contempo, non può che stravolgere il suo presente: capisce, confronta se stessa con Amalia, ricostruisce un pezzo dopo l'altro, fino ad arrivare ad una verità tutta sua, su cui molto tempo prima si era ritrovata a mentire. Inizialmente avevo immaginato uno scenario tutto diverso, credevo di trovarmi di fronte ad un thriller sui generis, ad una vera e propria indagine condotta da una donna che non si arrende alla realtà, e invece anche su questo punto ho dovuto ricredermi: si tratta, più che altro, di una formazione che giunge troppo tardi, di un odio e un amore profondo provati nello stesso istante, di una difesa a spada tratta e di una condanna. Passo dopo passo si inizia ad entrare nello strano meccanismo dei sentimenti di Delia, e quindi di Amalia, che si scoprirà essere quanto di più distante - e simile - possa esistere dalla stessa madre, da una madre che se n'è andata e l'ha deciso, da una madre che, forse, non l'ha perdonata. Si tratta, senza dubbio, di un romanzo duro e a tratti difficile da metabolizzare, dove ognuno lotta - o gioca - con le proprie ossessioni e i propri amori, molesti e puri. E così Caserta diventa il protagonista e l'antagonista, il buono e il cattivo, Antonio e Nicola, diventa tre persone quando in realtà era una persona sola. Difficili anche alcune scene raccontate magistralmente dalla Ferrante - come il rapporto tra Delia e Antonio in una lurida camera d'albergo, oppure l'illuminazione finale in uno scantinato troppo buio perfino per una Delia ormai grande - che risultano tuttavia, a lettura terminata, molto significative e d'effetto. Un rapporto, quindi, tra una madre e una figlia che si mischiano tra loro stesse, che fanno fatica ad identificarsi e a delineare il loro passato; una ricerca, quella di Delia, che punta a scoprire ogni lato di una madre sempre troppo ambigua e che non può aiutarla; un suicidio, quello di Amalia, che resta irrisolto o forse troppo svelato.

 >> In sostanza sì, il primo libro della Ferrante mi ha molto colpita positivamente - e anche nel senso negativo del termine -. Mi sono ritrovata a dover chiudere il libro quando la lettura diventava troppo faticosa (per emozioni, per ossessioni, per amori molesti) e a doverlo riaprire un'ora dopo, ad avvertire una vera necessità di farlo, spinta dagli stessi sentimenti che lo avevano riposto. Un talento, quello della scrittrice misteriosa, che vorrò ritrovare anche nella famosa serie L'amica geniale.

>> Il film di Mario Martone, del 1995, riprende fedelmente le vicende e le atmosfere che nel romanzo avevo amato. C'è una Napoli frenetica e indifferente, c'è una Anna Bonaiuto che si cala benissimo nei panni di Delia e si fa riconoscere, c'è un'Amalia - Angela Luce - che calza altrettanto bene nell'ambiguità della sua persona letteraria. Si tratta di una di quelle rare pellicole che mi hanno aiutata a digerire e a comprendere meglio ogni cosa, che si mostrano all'altezza dei loro ideatori e delle personalità, seppur complesse, che hanno deciso di raccontare. Consigliato.

4 commenti:

  1. Non ho ancora letto nulla della Ferrante, pur avendo i primi due volumi de "L'amica geniale", ma sento solo pareri positivi su di lei e questo m'invoglia molto. Bella la tua recensione :)
    Ah, e per la cronaca anche io vado matta per l'usato! Qui da me hanno da poco anche aperto una libreria stupenda dove c'è di tutto a 2 o al massimo 4 euro. Come si fa??!

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    1. Grazie Julia :D
      Ma come si fa? Da me nada de nada, posso farlo solo online, con molta pazienza e fiducia. Ma da quando ho scoperto i libri usati non riesco quasi più a comprarne di nuovi! Comunque neanche io avevo mai letto la Ferrante, ho iniziato da questo, che tra l'altro è il primo. Secondo me dovresti provare, è molto particolare.

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  2. Ciao Sarah, bella recensione, mi hai fatto venire voglia di acquistare questo libro della Ferrante. Come molti ho iniziato ad amarlo leggendo la serie de l'Amica geniale etc, che mi ha fatto davvero innamorare. Ho avuto le stesse senzazioni che descrivi tu, un bisogno forsennato di leggere anche se spesso sono stata sopraffatta dalle emozioni negative. E'una potente malìa, la scrittura della Ferrante.

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  3. E' vero, mi ritrovo in queste parole. Quindi proseguo con la famosa serie? Sono indecisa se iniziare subito il primo libro o aspettare tempi migliori! xD

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