24 novembre 2016

Il giovane Holden - J. D. Salinger

Ritornare dopo un mese è facile e difficile: facile, prendere il computer e provare a scrivere; difficile: sapere esattamente cosa dire e a chi, e perché. Premesso che l'intento non è il melodramma, sento ora di dire e specificare, laddove non fosse del tutto chiaro, che sono proprio così, a cuore e a momenti. E così come sono io è il blog, spazio in cui voglio - ancora - parlare e sparlare di tutto, anche dell'assenza. Ho provato tante volte ad adeguarmi e ad imparare l'arte del blogging, ma purtroppo sono una ribelle: scadenze fisse e rubriche impegnative non so rispettarle. Per cui l'appello è questo: io col cuore scrivo e continuo a farlo - no, non il cuore di Barbara D'Urso - voi col cuore mi accettate così come sono, un po' incostante, fuori dalle righe e con le mie recensioni un po' particolari. Fatta questa doverosa premessa, torno oggi a galla per raccontarvi di un giovincello particolare...
                           A T T E N Z I O N E >> RECENSIONE SPOILER-ALERT (E' un flusso di coscienza!)


J. D. Salinger
Il giovane Holden
Anno: 1951 
Pagine: 248 
★★★★★

Sono passati cinquant'anni da quando è stato scritto, ma continuiamo a vederlo, Holden Caufield, con quell'aria scocciata, insofferente alle ipocrisie e al conformismo, lui e la sua "infanzia schifa" e le "cose da matti che gli sono capitate sotto Natale", dal giorno in cui lasciò l'Istituto Pencey con una bocciatura in tasca e nessuna voglia di farlo sapere ai suoi. La trama è tutta qui, narrata da quella voce spiccia e senza fronzoli. Ma sono i suoi pensieri, il suo umore rabbioso, ad andare in scena. Perché è arrabbiato Holden? Poiché non lo si sa con precisione, ciascuno vi ha letto la propria rabbia, ha assunto il protagonista a "exemplum vitae", e ciò ne ha decretato l'immenso successo che dura tuttora. È fuor di dubbio, infatti, che Salinger abbia sconvolto il corso della letteratura contemporanea influenzando l'immaginario collettivo e stilistico del Novecento, diventando un autore imprescindibile per la comprensione del nostro tempo. Holden come lo conosciamo noi non potrebbe scrollarsi di dosso i suoi "e tutto quanto", "e compagnia bella", "e quel che segue" per tradurre sempre e soltanto l'espressione "and all". Né chi lo ha letto potrebbe pensarlo denudato del suo slang fatto di "una cosa da lasciarti secco" o "la vecchia Phoebe". Uno dei libri del Novecento che tanto ha ancora da dire negli anni Duemila. 


Holden Caulfield conduce una vita tutt'altro che inquadrata: nessuna meta, niente studio, vari conoscenti, ma soprattutto non ha ancora scoperto quale sia "la taglia della propria mente", quel qualcosa per cui vivere, semplicemente ed umilmente, come gli disse un giorno il Professor Antolini. Insomma, Holden, che mi combini? Sempre con queste tue stranezze, queste tue manie... sempre a fare casini, a cercare chissà cosa, a girovagare nella notte. Sei un'anima in limbo, in attesa di un meglio che tarda ad arrivare, ma te lo dicono tutti, in tutti i modi, che il problema sei solo tu: sei tu che ti fai sbattere fuori da Pencey, la migliore scuola a detta di molti; sei tu che fai a botte con Stradlater per Jane, una Jane qualunque che non hai avuto voglia di chiamare; sei tu che finisci per farti delle domande sulla sessualità del tuo caro professore, a conti fatti. Ma cosa andavi a cercare, sempre sperando di incontrare un catcher che ti risollevasse dalla caduta? Credevi davvero che esistesse un altro catcher che non fossi tu stesso? No, forse no. C'è qualcuno che, dopo aver ascoltato la tua storia, sostiene tu sia un ragazzino insopportabile e addirittura irritante, io invece mi sono ritrovata a parlare come te, a pensarla alla tua maniera, e a dire "Ragazzi" ogni cinque minuti: "Ragazzi, Holden non è affatto insopportabile, è diversamente sopportabile!". Vaglielo a spiegare che sei uno che, così, come niente, subito gli prende la malinconia per ogni cosa, come me. Vaglielo a dire che alla fine ti sei trasformato in un prenditore d'eccellenza e ti sei afferrato per un pelo dall'abisso; vaglielo a raccontare della vecchia Phoebe, e di come ogni cosa che ti succedeva ti faceva pensare a lei, una sorellina che sa essere proprio sostenuta, quando vuole, roba da lasciarti secco. Ma chi glielo dice che la pioggia, insieme a Phoebe sulla giostra, ti ha fatto vedere la felicità? Ma roba da matti, da non crederci! Tu che ti deprimi per tante piccole grandi piccolezze, e ti metti a piangere come una fontana solo perché la vecchia Phoebe ti ha dato i suoi risparmi di Natale, e io che piango appresso a te... ma insomma, poi l'hai scoperto dove vanno a finire le anitre quando è inverno? L'hai poi scoperto questo? Sei riuscito a trovare la taglia della tua mente? Hai provato a studiare? In quanto a me, che dire, nella tua immensa insicurezza mi hai rassicurata: insieme a te, per quelle strade, per quegli abissi, mi sentivo sempre al sicuro, a tratti avrei voluto essere la vecchia Phoebe per te, pazzesco. Alla fine è stato un gran bel viaggio, mi sono sentita depressa e divertita, magari non sempre nell'ordine giusto, magari anzi sempre nell'ordine sbagliato delle emozioni, però è successo. Alla fine dell'ultimo giro di giostra ho avuto due grandi dispiaceri: di aver finito la storia e di non averti conosciuto prima; successivamente, poi, qualche ora dopo, ho realizzato di avere avuto anche un piccolo sollievo: non ti dimenticherò mai!

CONSIGLIATO >> Sì, al mondo intero.
Non so se si è capito dal mio flusso di coscienza e informazioni (sto iniziando a pensare che le mie opinioni vadano lette solo da chi sa di cosa sto parlando, ma non ne sono ancora sicura) ma nella diatriba che tutt'oggi esiste tra chi ama Holden e chi lo detesta, io sto chiaramente dalla parte dell'amore incondizionato e senza compromessi.  

Ps: Ci sono tantissime novità in corso d'opera; di una in particolare sono molto contenta, ma ancora non posso ufficializzare niente! :D