30 settembre 2016

Blogathon #3: I classici della letteratura - Il processo di Franz Kafka

<< Qualcuno doveva aver calunniato Josef K., poiché un mattino, senza che avesse fatto nulla di male, egli fu arrestato. La cuoca della sua affittacamere, cioè della signora Grubach, che ogni mattino verso le otto gli portava la prima colazione, quel giorno non venne. Era la prima volta che una cosa simile capitava. K. aspettò un poco; col capo appoggiato al guanciale, notò che la vecchietta sua dirimpettaia lo osservava con una curiosità per lei del tutto inconsueta, ma poi, deluso ed affamato ad un tempo, si decise a suonare il campanello. Subito bussarono alla porta, ed entrò un uomo che in quella casa K. non aveva mai visto prima. >> (INCIPIT)
 

Buongiorno mondo! Oggi mi ritrovo a partecipare nuovamente al Blogathon di settembre, per il quale abbiamo scelto di leggere un classico della letteratura (dove per classico abbiamo osato intendere anche il periodo del Novecento). L'iniziativa è lanciata, per questo mese, da Giulietta di Liberi di scrivere e, come al solito, prevede un mucchio di blog aderenti da cui poter passare per leggere di classici che ognuno di noi ha scelto di presentare. Questa volta Kafka mi chiamava dalla libreria, dopo che la settimana prima lo avevo rubato dalla biblioteca di mia mamma, e così ho scelto lui.

Franz Kafka
Der Prozess 
Anno: postumo 1925  
Pagine: 240 circa (incompiuto)
>> Dato alle stampe dall'amico Max Brod, al quale Kafka avevo chiesto di distruggere i suoi scritti dopo la sua morte. 
★★★★★

A Josef K., un giovane impiegato di banca che conduce una tranquilla vita borghese, viene notificato di essere in arresto per una colpa misteriosa. Il giovane cerca di difendersi, ma non riesce neppure a sapere di che cosa precisamente venga accusato. Lenta ma inarrestabile, la macchina processuale invaderà a poco a poco tutta la sua esistenza finché, solo e abbandonato da tutti, Josef K. accetterà di soccombere. Scritto nel 1925, capolavoro della letteratura europea, "Il processo" è forse il romanzo di Kafka che meglio descrive l'angosciosa condizione dell'uomo in una società divenuta ormai troppo complessa, vissuta come un meccanismo implacabile e fine a se stesso, minacciosa e indifferente a qualsiasi autentico valore.
E' successo davvero, ho finalmente conosciuto Kafka, così, tramite il processo di un certo Josef K. Di punto in bianco, una mattina, a Josef K viene comunicato di essere in arresto e di dover affrontare - non si sa quando, non si sa come, non si sa dove, non si sa perché - un processo di cui risulta essere l'imputato. Proprio così inizia questa storia, una mattina in cui io presi il libro dallo scaffale; la stessa mattina Josef K veniva arrestato e andava, allo stesso tempo (perché una cosa non esclude l'altra) al lavoro, in banca. E' andata più o meno così, tutta la storia: conosco Josef K, egli mi racconta tutto il fattaccio e cerchiamo insieme di capire cosa fare, come procedere. Si viene a creare, insomma, una per entrambi scomoda situazione, per la quale avrà addirittura bisogno di un avvocato, il quale, però, non ha molta voce in capitolo nel tribunale speciale di cui Josef appare essere la vittima, come d'altronde non hanno molta voce in capitolo, almeno non voce ufficiale, tutti gli altri avvocati - compresi gli avvocatucci. K è deciso ad affrontare la cosa, da innocente. D'altronde... come può un uomo essere colpevole? Come può, quindi, un innocente essere accusato e condannato? Josef sa - o almeno sapeva - che la legge non condanna gli innocenti. Sicuro del fatto suo, decide di prendere in mano il suo processo e proseguire, barcamenandosi tra donne, aiuti esterni, pittori, avvocati, cancellerie... sì, cancellerie, quelle cancellerie che si trovano nei solai dei palazzi, di tutti i palazzi della citta, dove l'aria è irrespirabile e lo svenimento assicurato. Il capo d'accusa non viene menzionato e Josef K rinuncia presto a scoprirlo; d'altronde non è quello il punto della situazione, è impegnato piuttosto ad imparare a difendersi da quella burocrazia che inghiotte ma che non dice la verità, da un tribunale che processa ma lo fa in segreto, da una sentenza che diventa tale man mano che passa il tempo, da una assoluzione apparente che gli farebbe rinunziare per sempre alla vera assoluzione - parola di Titorelli. Ma come fare, allora? Come scoprire il capo d'accusa per cui rischi di essere condannato irrimediabilmente? Come evitare che vengano a prenderti a casa per incarcerare il tuo animo buono? Non si sa, non c'è niente da fare, bisogna capire, cercare di capire e di scucire informazioni a chiunque conosca il tuo caso meglio di te, e fidati, chiunque conosce il tuo caso meglio di te. Allora provi a scrivere un memoriale, un qualcosa che giustifica la tua intera vita dalla nascita fino a quel momento, ma ti sembra di impazzire: ci vorrà un'intera vita per portarlo a termine. Allora provi ad ottenere aiuti: dai pittori, dalle donne e dal tribunale stesso, e sembra anche che tu ci riesca, in qualche modo. Ma il tutto ti porta inevitabilmente alla cattedrale, a parlare finalmente con quel prete, una liberazione. Lui, finalmente, ti dirà come stanno le cose, e ti racconterà quella storiella che si racconta un po' a tutti, sai, quella dell'uomo che voleva entrare dalla porta della giustizia, ma il guardiano gli dice che no, adesso non può farlo entrare, e lui passa tutta la vita davanti alla porta aperta e alla fine, quando sta per lasciarci, il guardiano gli comunca che quella porta era ed è sempre stata lì solo e soltanto per lui. Ecco, K, questa è la storia, questa è la vita. E' andata proprio così.

8 commenti:

  1. Questo libri mi ha sempre intrigato tantissimi: spero di riuscire a leggerlo presto! :)

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  2. Non sapevo fosse un romanzo postumo, o meglio non sapevo che Kafka avesse affidato all'amico Max Brod i suoi scritti chiedendogli di distruggerli dopo la sua morte. Meno male dunque che non l'ha fatto, o avremmo perso davvero un piccolo grande tesoro. Bella recensione, Giulia.

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  3. Io e Kafka abbiamo uno strano rapporto fin dalle superiori :) Dopo le "Metamorfosi" l'ho lasciato andare, ma penso che ritenterò con questo. Ottima recensione!

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  4. Non sapevo fosse postumo.
    Io ho avuto l'incontro ravvicinato con Kafka alle scuole superiori con la "Metamorfosi".
    Non conoscevo questo testo.

    Ti lascio qui la mia tappa :https://milionidiparticelle.wordpress.com/2016/09/30/blogathon-2-i-classici-della-letteratura-incompreso-di-florence-montgomery/

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    1. Io invece dovrò recuperare le metamorfosi. Passo da te :)

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