30 agosto 2016

Domino Letterario #2 - Il grande Gatsby di Francis Scott Fitzgerald

"Non si può ripetere il passato? Certo che si può!"

Il dottor Eckleburg
Buongiorno readers! Sono lieta di annunciarvi il mio ritorno dopo una lunghissima vacanza, imposta a me stessa da me medesima, che mi ha costretta al totale riposo e relax. (Non volevo, giuro.) Qualche settimana fa, quando sul gruppo del Domino qualcuno annunciò l'organizzazione dello stesso per il mese di agosto, non ho esitato a partecipare: quale miglior occasione per tornare alla piena attività letteraria? Ecco, avevo dimenticato di sottolineare il mio allontanamento dai libri, in concomitanza con la suddetta vacanza. Quindi risollevandomi dall'ozio negativo ho cercato per qualche ora The Great Gatsby in giro per casa, fin quando non l'ho trovato e l'ho ricominciato. (Ci avevo già provato, un annetto fa... ma non era andata bene.)

Il grande Gatsby ovvero l’età del jazz: luci, party, belle auto e vestiti da cocktail. Ma dietro la tenerezza della notte si cela la sua oscurità, la sua durezza, il senso di solitudine con cui può strangolare anche la vita più promettente. Il giovane Nick Carraway, voce narrante del romanzo, si trasferisce a New York nell’estate del 1922. Affitta una casa nella prestigiosa e sognante Long Island, brulicante di nuovi ricchi freneticamente impegnati a festeggiarsi a vicenda. Un vicino colpisce Nick in modo particolare: si tratta del misterioso Jay Gatsby, che abita in una casa smisurata e vistosa, riempiendola ogni sabato sera di invitati alle sue stravaganti feste. Eppure vive in una disperata solitudine e in un amore insensato per la cugina di Nick, Daisy… Il mito americano si decompone pagina dopo pagina, mantenendo tutto lo sfavillio di facciata ma mostrando anche il ventre molle della sua fragilità.


Ci avevo provato, è vero. Ma scusami Gatsby, non ci avevo creduto abbastanza. O forse non era momento. Quello che ho imparato, da brava bambina, è che non devo mai dar retta alla prima apparenza, ovvietà moralistica. Insomma, alla fine ci sono riuscita, è questo che conta, no? Non ti vedevo, Gatsby, come uno che poteva restarmi in testa a lungo; pensavo piuttosto ad uno spocchioso, povero ma poi ricco, che se la tirava un sacco. Insomma andiamo... un vero sogno americano, realizzato, pieno di vita, incorruttibile... E invece no. No, no, no. Hai voluto complicare le cose, vecchio mio. Hai voluto andare oltre, nel recupero di chissà quale emozione, di chissà quale bel fantasma. Hai dovuto girare le spalle a quei due, mamma e papà, troppo poveri per farti diventare un dio. Hai dovuto farlo, perché tu sentivi già di esserlo, un dio. E un dio si prende quel che vuole.
Ma il tutto sta nella tenerezza delle tue intenzioni, vecchio mio, nelle tue intenzioni... Il tuo sogno guidava le tue azioni, passo dopo passo, vita dopo vita, (non ne hai vissuta forse più di una? Non hai interpetato forse più di un ruolo?) incrocio dopo incrocio, ed era sempre lì, a due passi da te, tanto vicino da poterlo toccare con un dito e tanto lontano da costringerti alla completa distrazione o autodistruzione, magari con un bagno in piscina. Ad ogni modo, vecchio mio, posso giudicarti oppure benedirti, posso infuriarmi con te piuttosto che innalzare la tua lieta figura ad eroe... rimane il fatto che "tu da solo, per la miseria, vali più di tutti loro messi assieme". E sento anche di dirti che ti perdono per gli errori commessi, se poi vogliamo proprio chiamarli così, viste le tue oscenamente tenere intenzioni. Sento di dirti che l'America, quell'America che hai in qualche modo impersonato, non era poi così lontana dalla vera America degli anni '20. La corruzione non faceva poi tanto il giro lungo per arrivare, Daisy non era poi così originale e Tom non era poi così tanto il solo antagonista della vicenda. Vecchio mio, come dirti che Nick aveva ragione? Non potevi ripetere il passato, anche se eri ormai fermamente convinto di poterlo fare, e questo credo sia stato il tuo errore più grande. Se solo ti fossi accontentato, un poco, quel tanto che bastava da trovare la tua felicità, non com'essa era un tempo, ma nuova, rinnovata, modificata... forse ti avrei voluto meno bene. Alla fine dei conti è stato giusto così, il tuo grande sogno l'hai portato con te immacolato, protetto da ogni novità, da tutte quelle corruzioni che il tempo voleva affibbiargli. Alla fine hai fatto bene così, preferendo corrompere te stesso piuttosto che lui, il tuo piccolo sogno incorruttibile. Alla fine... sei stato Grande, Gatsby. Grande come solo i grandi sogni sanno essere... e piccolo, come un bambino che sa custodirli tutti insieme, quei grandi sogni, e arrossisce davanti a loro.




Ps. Subito dopo ho visto il film, che ho trovato, al solito, meno bello del libro. Di Caprio quasi perfetto, meno Daisy e Nick (che nel testo risulta essere molto più diffidente verso tutti, rispetto alla pellicola). Qui a sinistra vi lascio il quadro generale del Domino di questo mese, sperando possiate apprezzare questo come gli altri post previsti. Devo dire che anche questa volta il Domino mi aiuta ad uscire da un periodo di chiusura e mi rimette in mano un libro. Poi, siccome le mie scelte ricadono quasi sempre sui classici, aggiunge sempre un "imperdibile" nella mia collezione di "già letti".

24 commenti:

  1. Io e i classici siamo due mondi distanti, e non perché non mi piacciano - tutt'altro - ma non ho mai l'occasione di leggerli. Forse dal prossimo Domino cercherò di infilarcene uno, chissà che io sia più fortunata con le mie letture xD

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    1. Sì dai, alla prossima provare uno: almeno sarai certa che comunque vada sarà un successo! :)

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  2. Ciao Sarah, bentornata! Un po' di riposo ci vuole, una volta ogni tanto:)
    Il grande Gatsby non l'ho mai letto ma voglio farlo da una vita e la tua recensione mi riconferma che lo merita:)

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    1. Ciao Virginia!
      Ti consiglio vivamente Fitzgerald, sapendo anche che ti piacciono i classici! :D

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  3. Ciao Sarah, ma che bella recensione! Non ho ancora letto questo libro ma mi hai fatto crescere la voglia perché sembra nascondere dei significati profondi, e tu lo hai trattato con tanta tenerezza...
    Intanto mi sono iscritta tra i tuoi lettori fissi; ti ho scoperta grazie a questa iniziativa! (sono la prima tessera del giorno di oggi ;))

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    1. Ciao Vale! Grazie mille per essere passata e per il complimento. Anch'io ti ho scoperta grazie al Domino e son già passata da te. :)

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  4. "Il grande Gatsby" l'ho iniziato un po' di tempo fa, ma poi l'ho mollato. Devo davvero dargli un'altra occasione.

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    1. Anch'io, come te, lo avevo mollato. Poi, forse anche invogliata dal film, l'ho ripreso in mano. Riprovaci, vedrai che andrà meglio! :)

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  5. Ho amato il tuo modo di recensire questo libro, come se stessi parlando con il personaggio stesso. Una recensione accattivante 😍
    Io ho visto solo il film, mi è piaciuto ma non mi è rimasto nel cuore, forse perché ancora immatura. Magari tra un po' darò la possibilità al libro di farmi ricredete sulla storia di Gatsby come è successo con te :)

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    1. Ciao Maria! Ma grazie mille! *.*
      Mi piacerebbe molto sapere cosa ne penserai, una volta che l'avrai letto. :D

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  6. Lo devo leggere, è lì che mi aspetta!
    Bella recensione, molto particolare :)

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  7. E' uno di quei libri che ho nella lista dei 'prossimamente' ma che ancora non ho letto. Credo che ogni libro abbia il suo momento. Ecco perchè ogni volta che ne finisco uno e ne devo scegliere un altro, nella scelta aspetto che siano loro a darmi qualche consigio, anche a seconda del momento della vita in cui sono. A parte questo, volevo dirti che mi piace il tono 'giocoso' con cui hai scritto la tua recensione :D


    -Hanna de la tana dei libri sconosciuti

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    1. E' proprio vero, anche per me è così. :)

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  8. non credo che leggerò mai questo libro. la situazione cupa della storia non mi attira affatto.

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  9. Amo questo libro, è uno di quelli che rileggerei mille volte. Ho adorato Gatsby, il suo essere infantile e puro, la sua tenacia nel credere nei sogni irraggiungibili. E' uno dei personaggi che mi è rimasto nel cuore.

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    1. Hai proprio ragione: è questo, di Gatsby, che rimane nel cuore. Un abbraccio

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  10. Ciao Otiumentis, ammetto di non averlo mai letto, io e classici siamo ai poli opposti XD, ma credo che gli darò una possibilità al più presto, grazie alla tua recensione !
    Ella

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  11. Io mi nutro volentieri di classici ma Gatsby non è mai stato il mio favorito XD

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    1. Neanche il mio... fino a qualche settimana fa! :D

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  12. Il Grande Gatsby è ancora in libreria che mi aspetta. Cioè l'ho iniziato, l'ho interrotto, l'ho iniziato, l'ho interrotto. La prossima volta che lo inizierò, ho deciso che lo finirò quindi devo proprio attendere il momento giusto.

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    1. Eh sì, è un libro da "momento giusto"; mi è successa la stessa identica cosa con "Il maestro e Margherita".

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