04 luglio 2016

Smith & Wesson - Alessandro Baricco

Ed eccomi qui, un giorno prima dell'esame di letteratura, a scrivere la recensione di Baricco invece di studiare I limoni di Montale. Lo sapevo, non sono fatta per la costanza e lo studio imposto non è produttivo... tuttavia mi sono portata avanti con il lavoro, posso dire di aver praticamente finito gli autori e il corso monografico per domani, anche se probabilmente capiterò nei prossimi giorni. Ieri, per distrarmi, ho acquistato qualche nuovo libro, tra cui Smith & Wesson, che ho iniziato ieri sera e terminato verso mezzanotte.

In questa storia alla Buster Keaton, fra comicità e poesia, Baricco, con la sua antica e indistruttibile fiducia nelle storie (e nelle parole, «macchine molto esatte»), difende quelli che osano, mettono in gioco talento e follia, rischiano tutto «per sentirsi davvero vivi».    La Stampa  

Tom Smith e Jerry Wesson si incontrano davanti alle cascate del Niagara nel 1902. Nei loro nomi e nei loro cognomi c’è il destino di un’impresa da vivere. E l’impresa arriva insieme a Rachel, una giovanissima giornalista che vuole una storia memorabile, e che, quella storia, sa di poterla scrivere. Ha bisogno di una prodezza da raccontare, e prima di raccontarla è pronta a viverla. Per questo ci vogliono Smith e Wesson, la coppia più sgangherata di truffatori e di falliti che Rachel può legare al suo carro di immaginazione e di avventura. Ci vuole anche una botte, una botte per la birra, in cui entrare e poi farsi trascinare dalla corrente. Nessuno lo ha mai fatto. Nessuno è sceso giù dalle cascate del Niagara dentro una botte di birra. È il 21 giugno 1902. Nessuno potrà mai più dimenticare il nome di Rachel Green? E sarà veramente lei a raccontarla quella storia?



Niente, è andata così. Al carrefour proponevano l'offerta "due libri Feltrinelli a 9,90" e mi son tuffata, irreparabilmente. Ho preso una decina di libri, forse di più. Alla fine adocchiai il penultimo di Baricco, autore da me quasi abbandonato. Abbandonato, sì... da Novecento, da Oceano mare, da lì. Leggo un po' di recensioni così così, ma niente: vado avanti. "Lo leggo entro stasera e passa la paura!" e così è stato, ma la paura è rimasta. Una pièce teatrale in due atti degna di nota, davvero. Priva di ogni qualsivoglia virtuosismo, priva di introduzione psicologica, la storiella ti butta dentro alle cascate del Niagara tutto ad un tratto, senza accorgertene ti ritrovi ad avere fame, di sapere, di malinconia, di partire, di buttarti a catapulta dal pizzo più alto e farti una nuotata, chiaramente uscendone vivo.
Ti manca il fiato dalla velocità del ritmo, ed è proprio quello che Baricco voleva ottenere, pur facendoti essere lì, ugualmente, ad attuare un piano folle nella sua immensa genialità. Ho capito solo dopo la copertina, favolosa, firmata Duccio Boscoli. L'originalità della storia e la velocità con cui è trattata fanno sospirare seguendo un ritmo infinito, che forse finisce. Rachel Green vorrebbe sbarcare il lunario: passare alla storia. D'altronde, non è forse quello che vogliamo tutti? Cosa rimane di ognuno di noi, se non quello che scriviamo o che facciamo? Riusciranno i nostri eroi a rimanere vivi anche dopo la morte? Una storia emozionante che, nella seconda parte, accelera sensibilmente portanto lo spettatore ad un finale atteso, amato e odiato nella stessa scena. In sostanza, non lo paragonerei mai a Novecento o altro: è diverso, adorabile in tutta la sua immensa diversità. E' struggente, malinconico, folle... geniale. Insomma, alla fine avevo proprio voglia di un passato di fave, o almeno di una cura per gli organi interni che mi consentisse di stare a letto per cinque giorni, facendoli distendere.
Si semina, si raccoglie, e non c'è nesso tra una cosa e l'altra. Ti insegnano che c'è, ma... non so, io non l'ho mai visto. Accade di seminare, accade di raccogliere, tutto lì. Per questo la saggezza è un rito inutile e la tristezza un sentimento inesatto, sempre. Seminammo con cura, tutti, quella volta, seminammo immaginazione, e follia e talento. Ecco cosa abbiamo raccolto, un frutto ambiguo: la luce bella di un ricordo e il privilegio di una commozione per sempre ci renderà eleganti, e misteriosi. Voglia il cielo che questo basti a salvarci, per tutto il tempo che ci sarà dato, ancora.
Dopo aver seminato l'immaginazione di un record da superare, una follia da vendere e un talento - quello di Smith, di Wesson, ma soprattutto quello di Rachel, il suo talento al coraggio e al voler vivere, a tutti i costi - alla fine si raccoglie un frutto ambiguo, sì... ma immortale. Io non so se questo basterà a salvarci tutti, per il tempo che ne rimane, non so se riusciremo mai ad essere tanto eleganti e misteriosi, non so se mai nella vita ognuno avrà la possibilità, la voglia, la creatività per fare il grade passo, per andare oltre la propria miseria, per sbarcare sulla luna... quello che so è che tutto ciò è bastato a salvare un pezzettino di me. Ogni Baricco che mi capita di leggere si assume all'inizio questa grande responsabilità, e la porta inevitabilmente, ogni volta,  a termine: mi salva sempre un pochino. Cara signora Higgins, la storia è bastata, almeno per qualcuno.

In sostanza sento di consigliare questa piccola meraviglia, a chiunque: agli amanti di Novecento, perché non si faccia un paragone; agli amanti di Baricco in generale, perché ameranno anche questo; a chi non ha mai letto Baricco, perché è un buon inizio.


6 commenti:

  1. Ciao :) l'offerta Feltrinelli è fantastica, l'avevo vista anche io entrando in libreria ma stranamente - e fortunatamente per il portafogli - quel giorno non ero ispirata a comprare libri...
    Mi ritrovo molto in quello che dici su Baricco. Lo scoprii a 16 anni innamorandomi perdutamente della sua scrittura e delle sue storie, capendone il motivo solo qualche anno dopo leggendo "City". Proprio come dici tu: mi salva sempre un pochino. Tuttavia lessi Smith&Wesson appena uscito, restando per la prima volta totalmente delusa... Fu una lettura che non mi lasciò proprio nulla, niente magia e niente salvezza. Lo trovai tanto insipido e sconclusionato che ancora non ho preso "La sposa giovane" per paura di non trovare neanche lì quello scrittore che aveva saputo far vibrare corde tanto intime da ignorarne persino l'esistenza. Mi ha fatto piacere leggere invece questa tua recensione così entusiasta: forse sono stata io, quella volta, a non sapermi emozionare per le piccole cose. Forse ho letto con la ragione, e non col sentimento, e così nulla aveva senso. Dici che dovrei pensare di concedere a questo testo una seconda lettura?
    In bocca al lupo per l'esame e a presto!

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    1. Ciao Julia, grazie per essere passata dal piccolo mondo dell'otium. Io in preda all'ispirazione, invece, ho preso anche "La sposa giovane", sempre per la clamorosa offerta. Credo che tu abbia centrato appieno il fuoco del discorso: Smith & Wesson è una piccola cosa davanti la quale puoi non emozionarti. Io l'ho fatto, forse perché non lo leggevo da tanto, forse perché sono riuscita ad immedesimarmi in quella Rachel un po' pazzerella, ma così viva... Non lo so, non so il perché. So che mi lascia qualcosa, ci salva un pochino anche questo, anche questa piccola storia da leggere così, tra un pasto e una sigaretta, furiosa nella sua velocità. Molti criticano la banalità, il fatto che ci si aspetti il finale: è quel finale che io conoscevo già, che tutti noi in fondo conoscevamo, che mi ha emozionato più di tutto. Non so se una rilettura potrebbe farti cambiare idea, può darsi sia già troppo tardi per Rachel, però puoi provare con La sposa... proviamo insieme! Vediamo se ci salverà ancora.
      A presto, un abbraccio.

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  2. Baricco divide. Io che l'ho amato per Novecento e Oceano Mare, ho trovato insopportabili Tre volte all'alba e Castelli di rabbia.

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    1. Eh già, divide come nessuno. Pensa... io ho apprezzato anche quelli! :)

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    2. Ho conosciuto in rete una ragazza catanese con la quale era un piacere confrontarmi su Baricco. Lei lo adorava letteralmente, gli perdonava anche ciò che ai più è parso come "opera minore".
      Facemmo un gruppo di lettura ad alta voce su "Seta" e fu un'esperienza molto bella.

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    3. Che bella idea, il gruppo di lettura! Mi piacerebbe farne parte, un giorno... :)

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