01 luglio 2016

L'inaspettata eredità dell'ispettore Chopra - Vaseem Khan

Buonasera readers! Oggi vi parlo di una lettura straordinaria che, grazie alla Newton, ho avuto il piacere di fare. (Un grazie speciale a Simona: sei fantastica!) In questi giorni duri pre esame ho avuto poco tempo per dedicarmi alla lettura piacevole, (per intenderci: lettura che non fosse relativa al sacro e al simbolo nell'oriente cristiano!) nonostante questo quando è arrivato il pacco non ho potuto resistere: ho iniziato subito a leggere Khan.

Vaseem Khan
L'inaspettata eredità dell'ispettore Chopra
Newton Compton Editori
Traduzione di Sandro Ristori
pp. 288; € 7.90
ebook 4.99€
Trama
Il giorno in cui è costretto ad andare in pensione per colpa del suo cuore malato, l’ispettore Ashwin Chopra eredita due misteri del tutto inaspettati. Il primo è il caso di un ragazzo annegato, una morte avvenuta in circostanze sospette che nessuno sembra voler chiarire. Il secondo riguarda l’affidamento di un cucciolo di elefante, ma è davvero difficile scoprire chi possa avergli lasciato un’eredità tanto bizzarra e… ingombrante! La ricerca di indizi lo porta di vicolo in vicolo per la brulicante città di Mumbai, dai lussuosi grattacieli fino ai bassifondi, e Chopra comincia a sospettare che tutto quello che ha creduto fino a quel momento sulla colorata città indiana non sia che una pallida imitazione della verità. Chopra, nonostante la sua aria stralunata e il piccolo elefante sempre tra i piedi, imparerà che quando il gioco si fa duro rimanere un uomo tutto d’un pezzo non è poi così semplice…

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Allora, diciamo la verità: alto scetticismo verso questo testo. Ammaliata dai colori in copertina, iniziai una lettura senza troppe aspettative. Da subito arrivai a Mumbai, luogo ambiguo e misterioso, zeppo di criminalità e a tratti anarchico. Chopra si fece strada, pian piano, nella mia mente. A piccoli passi riuscì a catturarmi, fino ad arrivare a conquistare totalmente una lettrice che non ci aveva creduto abbastanza. Quello che avrebbe dovuto essere un leggere giallo diventa non solo un realistico spaccato di un'India che vediamo solo in fotografia, ma anche e soprattutto un insieme di emozioni, di personaggi stravaganti e caricaturali, di slum più grandi della terra, di rumori, silenzi, botteghe e criminali col cappello rosso. Poppy, la moglie dell'ex ispettore Chopra, è adorabile nelle sue mille insicurezze, che la rendono dolce e, al tempo stesso, sicura di sé e determinata a combattere ogni ingiustizia (soprattutto se causata dalla signora Subramanium!). Un elefante che non ti aspetti, cucciolo e indifeso, entra in scena fin dall'inizio catturando la totale attenzione del lettore. Cosa vorrà mai dire, un elefante? Com'è possibile? Un finale enigmatico quanto basta al termine di una lettura leggera e molto piacevole, degna di una sessione estiva.

Si tratta di una storia particolare, leggera e a tratti divertente. Chopra è un uomo tutto d'un pezzo, e proverà ad esserlo anche quando ogni certezza vacilla, anche quando è costretto ad una pensione anticipata per via dei capricci del suo cuore. Ma la sua mente non accetta riposo: deve continuare ad indagare sul caso di Santosh e sulla sua morte, trattata forse un po' troppo superficialmente dai suoi colleghi. La storia si sviluppa per brevi capitoli introdotti ognuno da una frase esplicativa, i quali si chiudono sempre con l'illustrazione di un piccolo elefante; il tutto sullo sfondo di un'India descritta magistralmente, fatta di tuk tuk, criminali e poliziotti corrotti. L'indagine si svolge tra le vicende personali di Chopra e sua moglie, tra gli sforzi che fanno per prendersi cura del piccolo elefante e tra le vicende di vari personaggi marginali che, tuttavia, hanno sempre un loro significato. La copertina è spettacolare nei suoi vivacissimi colori e nelle semplici illustrazioni: tutto da l'idea di una Mumbai viva e piena di indizi. Uno stile lineare, veloce e leggero hanno reso il tutto molto piacevole e contribuito alla mio giudizio positivo. Lo consiglio a chi vuole affrontare una lettura non troppo impegnativa, ma al contempo ricca e rilassante.
Voi avete avuto l'occasione di leggere l'esordio di Khan? Che ve ne pare? Curiosità?

4 commenti:

  1. Ciao! Interessantissimo questo titolo, forse neanch'io ci avrei mai "sprecato" sopra un pensiero se non l'avessi segnalato tu:)

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    1. Ciao Virginia :)
      Contenta che ti abbia colpito, se non lo avessi letto probabilmente non lo avrei mai adocchiato. Però ha del potenziale, è una lettura leggera che colpisce!

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  2. Ciao! Questa lettura sembra molto interessante, ho già letto altre recensioni positive e l'ho inserito subito in WL =)

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    1. Hai fatto bene, è una lettura più che interessante! :)

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