11 luglio 2016

Come Manzoni ci racconta la storia di una colonna infame: il trionfo di un'ingiustizia

Buongiorno lettori, soprattutto a quelli che, più degli altri, seguono assiduamente questo piccolo angolo d'ozio. C'è un motivo per cui faccio questa discriminazione iniziale: questo post è dedicato a coloro che seguono Otiumentis per i suoi contenuti e non per altri fini, per le rubriche che mi sforzo di mantenere e non per essere ricambiati. Si tratta infatti di un'idea che mi è balenata in testa qualche giorno fa quando, mettendo ordine nell'infernale bolgia che è la mia libreria, ho trovato una copia della mia tesina, scritta per gli esami di maturità. Sfogliandola ho pensato che sarebbe stato bello condividere con voi qualcosa di quella letteratura che mi ha sempre accompagnata nella vita e a cui sempre faccio ritorno, nonostante i tanti libri spazzatura che sempre più spesso mi capita di leggere.
Una favola per la giustizia, questo il titolo di una tesina che, con tempo e fatica, ha dato alla fine i suoi dolci frutti. Avevo progettato un percorso che, tra giustizie e ingiustizie, portasse alla fine alla ricerca di un mondo giusto, di un'utopia. Per letteratura italiana portai Manzoni, l'odiatissimo, con il suo saggio storico "Storia della colonna infame", in quanto rappresentativo di una terribile ingiustizia.


Siamo in un cupo venerdì di giugno, nel 1630, mentre la peste divora Milano decimando la popolazione. Quella mattina una donna di nome Caterina Rosa vede dalla finestra di casa sua un uomo che, accostandosi ai muri di fronte li unge con uno strano unguento scuro. Caterina si persuade che, così facendo, il disgraziato voglia diffondere la peste ulteriormente, così da far morire altra gente innocente, e decide di denunciare il fatto alla polizia. La mala azione viene confermata anche da una vicina di casa, Ottavia Bono, la quale sostiene di aver visto la stessa cosa. La polizia, dopo aver verificato che i muri e le finestre di Via Vetra sono effettivamente unte di inchiostro, decide di arrestare un probabile sospettato, Guglielmo Piazza, perché aveva le mani sporche di nero. Guglielmo Piazza, un commissario sanitario, viene dunque arrestato e interrogato, la sua casa meticolosamente perquisita pur non producendo alcuna prova del suddetto crimine. Piazza resiste, fino a quando gli inquisitori gli promettono libertà e impunità, quindi ormai stremato confessa di aver ottenuto l'unguento pestilenziale da un certo Giangiacomo Mora, un umile barbiere venditore di balsami utili alla cura di alcune malattie. Immediatamente la polizia si precipita ad arrestare il Mora, perquisendone la casa sotto gli occhi di moglie e figli e sequestrando tutti gli strani liquidi del barbiere. Nel corso del processo il Mora tenterà di spiegare che quegli unguenti non hanno nulla a che vedere con la peste, bensì che si tratta di ranno (miscuglio di cenere e acqua bollente usato per lavare i panni). Ma a nulla valgono i suoi sforzi, i giudici non gli credono e dichiarano l'unguento pestilenziale. Il Mora e il Piazza non hanno più scampo, vengono torturati fino allo stremo, sia fisicamente che psicologicamente, fino a quando, persuasi dalla promessa di impunità, si convincono che la cosa migliora, l'unica via d'uscita sia denunciare altre persone, coinvolgere altri complici. Il processo sembra quindi assumere una dimensione sempre più consistente con coinvolgimenti insospettabili: il tutto porterà a numerosi arresti. Inutile dire che le promesse di libertà nei confronti dei due non vengono rispettate: Piazza e Mora vengono condannati a morte dopo indicibili torture, giustiziati il 2 agosto 1630 insieme ad altri cinque imputati. La casa del Mora viene rasa al suolo e sulle macerie viene innalzata una colonna, con sopra incisa una scritta in latino, perché ricordi a tutti coloro che la vedono l'infamia compiuta e punita dei propagatori di peste. Solo dopo più di 150 anni, nel 1778, la colonna fu rimossa.


QUI, OVE S'APRE QUESTO LARGO,
SORGEVA UN TEMPO LA BOTTEGA DEL BARBIERE
GIAN GIACOMO MORA
CHE, ORDITA CON IL COMMISSARIO DELLA PUBBLICA SANITÀ GUGLIELMO PIAZZA
E CON ALTRI UNA COSPIRAZIONE,
MENTRE UN'ATROCE PESTILENZA INFURIAVA,
COSPARGENDO DIVERSI LOCHI DI LETALI UNGUENTI
MOLTI CONDUSSE AD UN'ORRENDA MORTE.
GIUDICATI ENTRAMBI TRADITORI DELLA PATRIA,
IL SENATO DECRETÒ'
CHE DALL'ALTO DI UN CARRO
PRIMA FOSSERO MORSI CON TENAGLIE ROVENTI,
MUTILATI DELLA MANO DESTRA,
SPEZZATE L'OSSA DEGLI ARTI,
INTRECCIATI ALLA RUOTA, DOPO SEI ORE SGOZZATI,
BRUCIATI E POI,
PERCHÉ DI COTANTO SCELLERATI UOMINI NULLA AVANZASSE,
CONFISCATI I BENI,
LE CENERI DISPERSE NEL CANALE.
PARIMENTI DIEDE ORDINE CHE
AD IMPERITURO RICORDO
LA FABBRICA OVE IL MISFATTO FU TRAMATO
FOSSE RASA AL SUOLO
NÉ MAI PIÙ RICOSTRUITA;
SULLE MACERIE ERETTA UNA COLONNA
DA CHIAMARE INFAME.
LUNGI ADUNQUE DA QUI, ALLA LARGA,
PROBI CITTADINI,
CHE UN ESECRANDO SUOLO
NON ABBIA A CONTAMINARVI!
ADDÌ I AGOSTO 1630

Questo per raccontare e divulgare un Manzoni tenuto sempre un po' ai margini rispetto al capolavoro e che, tuttavia, vale la pena di conoscere. Si tratta di una lucida testimonianza di come la giustizia e la legge possano, a volte, essere dominate da una profonda superstizione e, quindi, da una profonda ignoranza. Testimonianza ancor più viva di come questa ignoranza possa generare violenze e mostri, intenti a correre dietro nullità, alla ricerca esasperata di un colpevole a tutti i costi, rimane tuttavia la colonna: segnacolo di quella che per loro era un'infamia e segnacolo di quello che per noi fu il trionfo dell'ingiustizia: la tortura e la condanna di due innocenti. 
Qual è stato, invece, il tema della vostra tesina?

6 commenti:

  1. Bellissimo argomento di tesina e bellissimo post! <3
    Da tua collega di Lettere quale sono, non potevo non apprezzarlo.
    Il mio argomento di tesina è stato Doctor Who ( hai presente il telefilm?) e la chiave del suo successo, ossia il fatto che nonostante sia una serie televisiva fantascientifica proponga tematiche e situazione che ognuno di noi affronta quotidianamente. ^^

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    1. Oh, ma grazie Ade! :D
      Bellissima anche la tua scelta, molto originale. Dovrò decidermi, prima o poi, a guardare la serie!

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  2. Ciao SArah, che argomento originale e interessante per la maturità, grazie di averlo condiviso con noi. A suo tempo io presentai un evergreen: Baudelaire. Tesina appassionata ma che di sicuro non brillava per originalità. Spero di rifarmi con l'università:)
    A presto!

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    1. Grazie a te, Virginia, per l'attenzione. Baudelaire è sempre un evergreen, sempre originale! :)

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  3. Opera minore di Manzoni, ma che meriterebbe molta più attenzione.
    Molto interessante il tuo post.

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  4. Grazie mille, Luz! Era proprio quello che volevo dimostrare. :)

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