05 giugno 2016

Pantera - Stefano Benni

Buonasera, lettori. Che dire, finalmente entro a far parte anch'io dell'universo Benni, a tu per tu. Ieri ho iniziato a leggere Pantera e oggi l'ho già finito. Si tratta, per chi non lo conoscesse, di un piccolo libricino che, tuttavia, racchiude due mondi distinti diretti da due donne diverse quanto simili: Pantera e Aixi.

Trama
L’Accademia dei Tre Principi è una sala da biliardo. È un sotterraneo, un antro favoloso, dove sotto lo sguardo cieco del saggio Borges incrociano le stecche giocatori leggendari come il Puzzone, Elvis, Tremal-Naik, la Mummia, il Professore e Tamarindo. Si svuotano portacenere e si tiene il conto delle battaglie. In quel mondo di soli maschi un giorno fa il suo ingresso Pantera, “snella, flessuosa, pallida”, e la leggenda varca i confini. Quando i migliori cadono, come in un poema cavalleresco i campioni cominciano ad arrivare da lontano. Uscita dal suo racconto, Pantera porge il testimone ad Aixi, una ragazzina innamorata del suo mare, protagonista di una nuova sfida inondata di luce e di mistero.
Stesso posto, stessa storia. In libreria, a non leggere le trame. A pelle , così... qualcuno lo chiama istinto. Così, ad istinto, ho comprato quel nome, quel libro, ma soprattutto quella copertina: quella Pantera, nera, che di rosso ha solo le labbra e che mi ha tanto ricordato quell'Aomame murakamiana. Amore alla follia. Stessa determinazione, stessa freddezza, stessa lacrima in quella freddezza. Se non fosse per il fatto che Pantera gioca a biliardo, che è una leggenda, e che al suo passaggio rimangono ancora adesso, se ci si fa caso, gli occhi sgranati dei giocatori dei Tre Principi, attaccati alla sua figura, l'emozione tradita dai gesti, la stima, la tensione nell'aria.

E la Pantera arrivò.
Snella, flessuosa, pallida. Tutta vestita di nero. [...] Nero il caschetto di capelli. Neri gli occhiali da diva. Unico colore acceso in quella ben studiata e affascinante tenebra, il rossetto carminio della bocca.   
La tua bocca è una brace nel nero fuoco consumato
La tua bocca è una rosa in mano a Ofelia annegata
La tua bocca è una ferita da cui solo tu sei salva
Nero buio pesto che sa di malinconico futuro, acre passato e azzardo, e fumo di sigaretta. Rosso come labbra, dall'espressione impenetrabile; come un cuore che pulsa ma non si vede. Pantera gioca con il tavolo vestito di verde fin da bambina, estranea anche alla sua solitudine. E gioca anche da grande, la piccola Pantera, diventando una sfida che respira, per tutti. Il cieco Borges accetta la giocata: da una stretta di mano si accorge del suo talento. Pantera vince e non si stanca, gira intorno al tavolo, provoca mille sfide e vince, vince ancora. Come se al mondo una sua sconfitta non fosse gradita, non fosse contemplata, come se "quell'ultima partita", che prima o poi arriva per tutti, fosse riuscita a fare a meno di lei. O forse no? Sullo sfondo di una sala da biliardo sottoterra, manifestazione di luce artificiale, un quindicenne ci racconta la storia di questa donna, ammirandola, seguendola, amandola come il lettore, che segue attento i movimenti e gli sguardi, battendo le mani sulla colonna sonora: melodia di stecche che tirano in buca una palla importante... o forse no? "Comunque sia, grazie per avere illuminato la mia giovinezza. Dea Pantera."
Aixi è una piccola guerriera di mare, sa di salsedine e umidità. Babbonino è malato e lei cucina per lui; le medicine sono finite e lei prova a pescare qualcosa, tanto lo sa fare, il papà le ha insegnato come si fa. Lei sa remare e vestirsi di stracci, perché tanto non importa nessun giudizio: la sua vita è il mare e voi, compagni che ridete di lei, siete solo "barchette di carta, che non sanno distinguere un'anguilla da una murena." Sapete chi le piace?
Chi sa sempre quale vento ha in faccia. Chi sa andare sott'acqua almeno venti metri in apnea e settanta metri con le bombole, e mi racconta del buio che c'è laggiù. E mi piaceva il medico di prima, quello che diceva che papà se la cavava.
Un racconto breve che sa colpire dritto al cuore, e fare male. Una ragazzina con le mani gonfie per gli ami che maneggia, che si prende cura di un padre, che resta laddove la vita se ne va, che paga la fuga di una madre, che la notte non dorme ma prepara l'esca. Per il suo papà, che respira male e che deve mangiare. Sono sempre stata un po' troppo sensibile ma questo... le lacrime sono scese anche dopo aver chiuso il libro, un piccolo libro di cento pagine che ho comprato per caso e che mi rimarrà sempre nel cuore. I sentimenti provati per l'una e per l'altra donna sono stati diversi, uniti però da una forte empatia. Benni mi regala qualcosa da ricordare, ed è solo il primo libro suo che leggo. Un grande grazie va, a parer mio, a Luca Ralli, per aver realizzato un'opera straordinaria: le illustrazioni sono parte integrante della storia e scavano in profondità, trasmettendo al lettore la bellezza delle situazioni e lasciandolo entrare ovunque, sia nell'Accademia dei Tre Principi e sia nel mare di Aixi.

E voi, conoscevate Pantera? Dopo averlo consigliato a chiunque, mi piacerebbe molto conoscere le vostre opinioni. Quale altro libro di Benni mi consigliereste?

6 commenti:

  1. Sapevo che ti sarebbe piaciuto :) Aixi è una bella storia, Pantera l'ho adorata per l'atmosfera della sala biliardo che mi ha riportato agli anni dell'adolescenza (ahimè T_T). In entrambi i casi, poi, hai ragione a dire che molto del merito va alle illustrazioni di Ralli (che ha anche un blog da queste parti e credo gli farebbe piacere leggere la rece :))

    Se non hai letto altro di Benni, i miei umili consigli sono: Il bar sotto il mare; L'ultima lacrima e un romanzo che straconsiglio a tutti, sempre: La compagnia dei Celestini.

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    1. Molto del merito, sì. Grazie dei consigli, Fede, come sempre preziosi.

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  2. Stefano Benni mi manca...non ho mai letto nulla di suo! Perchè continua a tenermi a distanza proprio non lo so...

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    1. Paola :D Dagli un'opportunità, non te ne pentirai!

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