25 giugno 2016

Domino Letterario #1 - Gente di Dublino di James Joyce

Illustration by Chip Zdarsky
Buongiorno gente! Sono lieta di presentarvi il mio parere su una lettura per me impegnativa, che ho scelto per il Domino Letterario. Il progetto consisteva nello scegliere un libro per ogni blogger partecipante, con effetto domino, cioè riferendoci alla scelta fatta appena prima del nostro turno e scegliendo, per assimilazione, un libro che avesse in comune qualcosa con quest'ultimo (copertina, casa editrice, autore...). Ho scelto, quindi, un'edizione di Dubliners della Newton Compton. Attenzione, signore e signori, andiamo a Dublino.
Considerati tra i capolavori della letteratura del Novecento, questi quindici racconti - terminati nel 1906 ma pubblicati soltanto nel 1914 perché per la loro audacia e realismo gli editori li rifiutarono - compongono un mosaico unitario che rappresenta le tappe fondamentali della vita umana: l'infanzia, l'adolescenza, la maturità, la vecchiaia, la morte. Fa da cornice a queste vicende la magica capitale d'Irlanda, Dublino, con la sua aria vecchiotta, le birrerie fumose, il vento freddo che spazza le strade, i suoi bizzarri abitanti. Una città che, agli occhi e al cuore di Joyce, è un po' il precipitato di tutte le città occidentali del nostro secolo.

Immaginate di aprire Dubliners, alla prima pagina, e leggere Joyce per la prima volta nella vita. Immaginate poi di fare un viaggio a Dublino agli inizi del Novecento, quando nelle foto color seppia ancora tutto sapeva di passato. Immaginate quindici racconti ambientati lì, proprio dove siete voi ora, e in cui il soggetto è l'uomo comune, quello della Dublino dei primi del Novecento. Ecco... recensire Dubliners, o comunque Joyce in generale, non credo sia possibile, o almeno non è possibile per me. Non mi ero mai ritrovata, prima d'ora, davanti a nulla di simile o lontanamente assimilabile alla grande opera che Joyce è riuscito a costruire; per cui, la difficoltà di affrontare una così complessa lettura, durante la sessione estiva, è stata grande. Non è stato facile neanche immedesimarmi e creare un rapporto con i protagonisti dei racconti: ognuno di loro apparteneva a Dublino, al Novecento, e lì era cristallizzato e paralizzato. E' lo spettacolo dell'uomo medio che, di fatto, è come morto di fronte ad una vita che non può cambiare, ad una quotidianità che lo inghiotte, ad un futuro a cui non corre incontro. Come Eveline, che non riesce a muovere un solo passo verso quella nave che la porterebbe lontano, forse troppo, dall'infelicità che ormai chiama casa; o Farrington che, nel racconto "Un ave maria", preso da tutta la sua frustrazione non esita a prendersela con il piccolo figlio, bastonandolo, incapace di reagire diversamente alla sua misera condizione. Fino ad arrivare a Gabriel che, nel racconto finale "I morti" si rende conto di essere un defunto, di non provare emozioni, di non riuscire laddove invece il defunto fidanzato di sua moglie era riuscito. Michael è, infatti, vivissimo nel ricordo di Gretta, mentre Gabriel è di fatto morto. Alla fine la neve copre tutto, i vivi e i morti, la città e il pensiero, le case e Dublino, inglobando ogni riflessione, ogni consapevolezza. Alla fine di ogni racconto rimanevo interdetta per qualche minuto, cercando risposte che non arrivavano e significati che non riuscivo a cogliere. Alla fine ho capito come ci si doveva comportare, leggendo Dubliners, e sono riuscita a cogliere il senso di ogni racconto, procedendo sempre più velocemente. Un testo difficile, da comprendere fino in fondo che, tuttavia, tutti dovrebbero leggere (magari da grandicelli!).

Per Dubliners sono davvero curiosa di conoscere altri pareri, vista la difficoltà che ho avuto nel parlarne. Vi lascio nel frattempo lo schema del Domino di giugno, con le varie tappe per blog.

26 commenti:

  1. Ho il libro da un po', ma ancora non l'ho letto. Sono curiosa di sapere cosa ne penserò!

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    1. Curiosa anch'io di conoscere, poi, la tua opinione! :)

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  2. Lessi questo libro, non in tutto ma una bella parte, in lingua inglese sui banchi di scuola. Ricordo quel periodo con un po' di terrore, perchè non ero molto afferrata con la lingua, tuttavia trovo sia molto bella la tua recensione. Grazie xD

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    1. Riprovaci in italiano, è una lettura complessa e va affrontata da "grandi"! :D

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  3. Ho letto la prima volta il libro ai tempi del liceo e ricordo di averlo trovato pesantissimo. L'ho ripreso un paio di anni fa e mi sono invece innamorata di questo piccolo capolavoro. Il mio racconto preferito è Eveline, ma un po' tutti mi hanno fatto immergere nella Dublino di inizi Novecento e mi hanno portato a riflettere.
    Non avresti potuto scrivere recensione migliore, mi è piaciuta molto.

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    1. Ciao Maria, grazie mille! Anch'io ho preferito Eveline, ma anche Un ave maria... :)

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  4. L'ho letto al liceo e ricordo di non averlo apprezzato particolarmente:-P immagino che il fatto di leggerlo come imposizione non abbia aiutato hihi

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    1. Sicuramente! Riprovaci... è una lettura da fare, prima o poi. :D

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  5. Io l'ho letto qualche mese fa e ho davvero fatto tanta fatica a portarlo avanti. Posso dirti che non mi è piaciuto ma è sicuramente una lettura da affrontare anche per poter iniziare a capire uno scrittore come Joyce. Sicuramente non è facile.

    Ecco la mia tessera: http://www.scheggiatralepagine.net/2016/06/recensione-domino-letterario-ti-amo-ma-niente-di-serio-di-anna-chiatto/

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    1. Non è facile, concordo. Passo subito! :)

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  6. Libro decisamente impegnativo, non ho mai letto nulla di Joyce ..

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    1. Neanche io, prima d'ora, mi ero mai avvicinata a lui!

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  7. Lo lessi in parte a scuola, me lor ricordo molto impegnativo, non certo uno dei miei autori preferiti!

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  8. Sicuramente non una lettura leggera, ma trovo che sia un libro molto interessante, di quelli che vanno letti! Lo farò

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    1. Curiosa di sapere cosa ne penserai! :)

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  9. Non è il mio genere di lettura, bella recensione comunque.

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  10. Lettura non leggera ma vale la pena di essere letto!
    Bella recensione
    Ella

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    1. Grazie mille, Ella! Sono d'accordo, andrebbe letto.

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  11. Non sono sicura che sia il mio genere, anche se l'immagine che hai descritto mi si è palesata davanti molto nitidamente!

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    1. Wow, grazie mille per il complimento! Prova a dargli una possibilità... :D

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  12. Penso che sia uno di quei libri di cui mi è bastato lo studio e la filosofia xD ho provato a leggerlo, ma non ci sono riuscita

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  13. Non è il mio genere di lettura, bella recensione

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