20 giugno 2016

Blogathon 2016 - Il più bel film tratto da un libro: Venuto al mondo

https://liberidiscrivereblog.wordpress.com/2016/06/07/lancio-blogathon-i-migliori-film-tratti-dai-libri/
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Buongiorno readers! Oggi vi parlo di Blogathon, una bellissima iniziativa a cui nell'ultimo mese ho preso parte. Il progetto: una data, un tema e un blog. In una data scelta i blog aderenti pubblicheranno, insieme, un post relativo al tema scelto. Bhè, noi abbiamo votato e il tema che ha vinto è stato: Il miglior film tratto da un libro. Vi rimando comunque al post principale X, in cui vengono spiegate le regole del gioco. Ho scelto ad occhi chiusi, a cuore aperto, Venuto al mondo della Mazzantini.
Una mattina Gemma sale su un aereo, trascinandosi dietro un figlio di oggi, Pietro, un ragazzo di sedici anni. Destinazione Sarajevo, città-confine tra Occidente e Oriente, ferita da un passato ancora vicino. Ad attenderla all'aeroporto, Gojko, poeta bosniaco, amico, fratello, amore mancato, che ai tempi festosi delle Olimpiadi invernali del 1984 traghettò Gemma verso l'amore della sua vita, Diego, il fotografo di pozzanghere. Il romanzo racconta la storia di questo amore, una storia di ragazzi farneticanti che si rincontrano oggi invecchiati in un dopoguerra recente. Una storia d'amore appassionata, imperfetta come gli amori veri. Ma anche la storia di una maternità cercata, negata, risarcita. Il cammino misterioso di una nascita che fa piazza pulita della scienza, della biologia, e si addentra nella placenta preistorica di una guerra che mentre uccide procrea. L'avventura di Gemma e Diego è anche la storia di tutti noi, perché questo è un romanzo contemporaneo. Di pace e di guerra. La pace è l'aridità fumosa di un Occidente flaccido di egoismi, perso nella salamoia del benessere. La guerra è quella di una donna che ingaggia contro la natura una battaglia estrema e oltraggiosa. L'assedio di Sarajevo diventa l'assedio di ogni personaggio di questa vicenda di non eroi scaraventati dalla storia in un destino che sembra in attesa di loro come un tiratore scelto. Un romanzo-mondo, di forte impegno etico, spiazzante come un thriller, emblematico come una parabola.
Non ho mai, prima d'ora, provato a scrivere di un film tratto da un libro. Mi sono a lungo interrogata sul procedimento da seguire: scrivere del libro? Scrivere del film? Scrivere di entrambi sottolineando cosa del libro o del film mi è piaciuto e cosa no? Alla fine ho deciso di optare per una recensione liscia, come un flusso di coscienza, come dovessi versare in un grande calderone tutto ciò che ho letto e che ho visto.
Metti una Gemma, una qualsiasi, con un fotografo di pozzanghere. Metti Sarajevo, togli la guerra e metti un "figlio buttato in un preservativo". Fatto? Ora immagina il tutto. Immagina Penelope Cruz, ed Emile Hirsch, e una Sarajevo invasa dal terrore di chi non riesce a sopravvivere. Sei solo all'inizio. Ho amato visceralmente ogni riga, nero su bianco, di questo romanzo. Ho letto troppo in fretta per poter, ad un certo punto, tornare indietro. Sono stata Gojko e la poesia; Gemma e un pancione che non arriva; Diego e le pozzanghere. Sono stata arrabbiata e infuriata come una guerra senza scopo, triste e malinconica come una fotografia di Diego, ribelle e passionale come i capelli di Aska. Sono stata lì, mentre tutto succedeva e sono rimasta sempre lì, quando non succedeva niente. Non mi sono mossa, neppure un attimo, quando un amore sbocciava a Sarajevo e mi sono accasciata insieme a Gemma, aspettando il ritorno di quell'amore. Sono stata la lacrima sul volto, l'infinito sulle rocce, la tromba dal suono malinconico, l'acquavite in un bicchiere troppo pieno. Sono rimasta anche quando tutto crollava in mille pezzi, sotto le mine di uomini non troppo uomini, accanto a bambine con le scarpe che s'illuminano. Perché è questo che devi fare, quando ti cali nel ruolo di lettore di Venuto al mondo: restare lì fino alla fine, non puoi fare altro, non puoi più andare da nessuna parte, appartieni a loro.
Niente, era per dirti che gli amori che sembrano assurdi certe volte sono i migliori... per dirti che ho solo cinque anni meno di te, che sono affidabile come mio nonno... era per dirti di non sposarti, piccina. Di scegliere me. Sono il tuo ovulo cieco. [...] Tieni, padre, ecco la prima fotografia di tuo figlio. E scusa se non sei stato tu a farla.
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Il film cerca di riprendere tutti i passaggi per cui passa la Mazzantini. L'ho visto al cinema, appena uscito, e l'effetto è stato micidiale; amareggiata ed emozionata allo stesso tempo, quel libro era solo mio, come si erano permessi a trasformare l'immagine di Gemma che io avevo, e quella di Diego? Come avevano potuto modificare, seppur lievemente, una così cristallizzata identità dei personaggi che io avevo visto in quel modo? Tuttavia, mi è piaciuto. Ho adorato gli attori e le loro singole interpretazioni, l'ambientazione e il fatto che Castellitto si sia attenuto il più possibile al testo. Non ho smesso mai di essere lì, neppure per un secondo. Sarò sempre lì - mi son detta - a cercare una strada diversa, a sostare nell'inerzia, a poetare in mezzo alle bombe, a sostenere le vittime della vita, a farmi tatuaggi sulla pelle, a imprimermi immagini che non se ne andranno più, che resteranno a ricordarmi che ero lì, a guardare dall'alto dei miei scogli, a gridare la tristezza... a combattere per sopravvivere ad un'inutile sterilità, che non da niente, che produce soltanto rancori e bestemmie, che tanto tutto passa, ed è passato. Dal libro al film, in un attimo; dal film alla rilettura del libro, in un altro attimo. Dal libro al cuore, sempre e per sempre.

10 commenti:

  1. Io ho amato immensamente il romanzo ma il film, nonostante gli ottimi attori (soprattutto Hirsh, un Diego perfetto), non mi ha convinto totalmente. Forse, lo avrei voluto infinito, lunghissimo, per condensare tutto? La scena in cui muiono la mamma e la sorella del coprotagonista sul pianerottolo, in particolare (spero di ricordare bene), avrei voluto vederla. Perché, solo leggendola, era nata per il cinema.

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    1. Un Hirsh degno di un Diego più di chiunque altro, son d'accordo; un'impresa, il film, non da niente: cercare di replicare, seppur superficialmente, un libro come quello, bhè... grazie Sergio di averci provato, onore al merito!

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  2. Un mio amico qualche mese fa mi ha detto "Devi assolutamente leggere la Mazzantini. Io la adoro" e allora ho comprato Splendore, l'ultimo uscito. Venuto al mondo ho letto la trama e avevo visto il trailer ma non ho ancora avuto modo di vederlo. Lo farò sicuramente, spero il prima possibile.

    Ti lascio la mia tappa: http://www.scheggiatralepagine.net/2016/06/blogathon-2016-i-migliori-film-tratti-dai-libri-the-millionaire-le-dodici-domande-di-vikas-swarup/

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    1. Allora sosterrò il tuo amico: devi assolutamente leggere Venuto al mondo!

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  3. Ho iniziato a leggerlo ma poi l'ho abbandonato.
    Devo riprenderlo perché non mi dispiaceva.
    Il film invece mai visto.
    Sicuramente da vedere!

    Ti lascio la mia tappa se vuoi venire a leggere :
    https://milionidiparticelle.wordpress.com/2016/06/20/blogathon-i-migliori-film-tratti-dai-libri-le-cronache-di-narnia-di-c-s-lewis/

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    1. Da leggere e da vedere, merita. Passo subito!

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  4. Ho provato a leggere il libro una volta, ma l'ho abbandonato poco dopo... magari non ero nel periodo giusto per leggere questo =)

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  5. mi capita davvero di rado di uscire soddisfatta dopo la visione di un film tratto da un libro che ho letto. se è un libro che amo allora capita ancora più di rado: Venuto al mondo è uno di quei pochissimi casi!

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    1. Non posso che essere d'accordo con te!

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