27 maggio 2016

Otium Classico #2 - L'isola di Arturo di Elsa Morante

Buonasera gente!
Come vi ho anticipato nel precedente post, sto preparando ben 4 esami da dare tra giugno e luglio, e i corsi all'università sono appena terminati. Dire che mi sento stressata è un paradosso ma... riesco a trovare il tempo persino per terminare tre o quattro serie tv in una settimana. (Okay, lo ammetto, soffro di una dipendenza! :D) Per questo motivo vorrei parlarvi, prima o poi, quando potrò, delle serie tv che ho terminato in questo periodo - è nato un amore! *.*
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http://otiumentis.blogspot.it/2016/05/otium-classico-2-lisola-di-arturo-di.html
Bando alle ciance!
Il corso di Letteratura Italiana di quest'anno prevedeva la lettura di ben 4 romanzi, detti di formazione. (Il quattro mi perseguita.) Li ho letti tutti d'un fiato e li ho trovati straordinari, più o meno. :S Ho deciso di raccontarveli, uno per volta. (Infatti non vi svelerò gli altri tre romanzi xD) Oddio ma quante parentesi uso? :O
Insomma, l'ultimo romanzo da leggere era L'isola di Arturo, di Elsa Morante, ed è il primo che ho scelto di proporvi. Secondo romanzo dell'autrice, pubblicato per la prima volta nel 1957 e grazie al quale la Morante vinse il premio Strega.  Per l'occasione ho anche visto, dopo aver letto il libro, il film prodotto da Damiano Damiani nel 1962.

Fin dal principio capii che non sarebbe stata per me una lettura facile, e non mi sbagliavo. Arturo ci ha messo un po' per entrarmi nel cuore, ma alla fine ne è valsa la pena. Ho iniziato ad entrare nella storia aspettandomi il classico romanzo di formazione, il classico ragazzo ribelle, la classica isola incontaminata; e invece ho trovato Arturo, unico nei suoi quindici anni, ho trovato Procida, un'isola meravigliosa, cura e carnefice; ho trovato un romanzo di vita
Arturo è un ragazzino dal carattere spigoloso, nato e cresciuto a Procida, (grazie soprattutto al latte di capra) libero da ogni qualsivoglia dogma o precetto che non siano le sue 5 leggi, le sue Certezze Assolute. Suo padre, Wilhelm Gerace, rappresenta per lui la bellezza assoluta, l'eroismo senza pari, il modello per eccellenza da imitare e da servire, come un cadetto. Arturo è un ragazzo che non ha madre, morta durante il parto, e non ha parenti: ha solo Wilhelm, che parte e torna quando vuole, alla ricerca della sua libertà, che mai nessuno gli ha negato. Duro, acerbo, superbo, Arturo non fa sconti a nessuno, neanche a Nunziatella, che un bel giorno approda alla Casa dei Guaglioni come sposa di suo padre, come una matrigna che non avrà mai le caratteristiche di una vera matrigna; non fa sconti agli abitanti della sua isola, verso i quali prende presto le distanze; non fa sconti a se stesso e neanche a noi che lo leggiamo, come fosse vivo, come fosse esistito in carne e ossa, nella storia, davvero. Un ragazzo cresciuto da solo, forte e caparbio come nessuno; è la storia di un ragazzo sicuro del fatto che non avrebbe mai conosciuto il dolore e di quel dolore che, invece, lo colpirà inesorabile, dritto in faccia, traditore di una certezza; è la storia di una solitudine immensa, che a volte fa piangere e imprecare; è la storia di Arturo, un ragazzo che è una roccia, ma vorrebbe l'abbraccio di una madre.
Io, da quando sono nato, non ho aspettato che il giorno pieno, le perfezione della vita: ho sempre saputo che l’isola e quella mia primitiva felicità non erano altro che una imperfetta notte; anche gli anni deliziosi con mio padre, anche quelle sere là con lei! Erano ancora la notte della vita, in fondo l’ho sempre saputo. E adesso, lo so più che mai; e aspetto sempre che il mio giorno arrivi, simile a un fratello meraviglioso con cui ci si racconta, abbracciati, la lunga noia…
Una scena del film di Damiani
"Una imperfetta notte", come l'adolescenza di Arturo, passata a sognare il mondo fuori da un'isola che sembra richiamarlo indietro ogni volta che si trovi in mare, come una mamma e le sue radici. Il rapporto che Arturo ha con la natura è simbiotico, il mare è il suo più grande amico, insieme a Immacolatella, cagnolina morta di parto, proprio come sua madre. Arturo compie la sue formazione, infine. L'amore, il sesso, la tenerezza, la delusione, il crollo delle Certezze... tutto lo porta a crescere. Un viaggio attraverso le emozioni e i pensieri più profondi di un uomo bambino che si arrampica sulla scogliera della vita, inevitabilmente solo, mi ha spinta a profonde riflessioni riguardo la maturità di un Arturo che, pian piano, riesce ad arrivare in cima. Vorrei poter parlarne all'infinito, ma ho paura di non riuscire a non rivelare il finale...

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