01 dicembre 2015

Compromessi

Buonasera, lettori!
Oggi puntata un po' speciale, fuori dagli schemi e dalle solite recensioni.
La riflessione è nata da una canzone: oggi, per caso, mi è capitato di ascoltare J-ax e, in particolare, l'Intro del suo nuovo album. Non conoscevo la canzone in questione, ma la ascoltai lo stesso, soffermandomi sulle parole. Mi colpì in particolare quello che stava raccontando, attraverso la canzone: descriveva un mondo fatto di compromessi.
J-ax racconta dei suoi periodi difficili e dei compromessi rifiutati: "Ho pagato, sono uscito come al bar, la penale coi risparmi di una vita, al prezzo della libertà."
Al prezzo della libertà.
Mi sono improvvisamente chiesta se, in fondo, nella vita di tutti i giorni, non mi capiti di accettare dei compromessi, se pagherei qualcosa al prezzo della libertà, se riuscirei ad andare avanti nella foschìa dell'accettazione, sempre. Sono sicura che la risposta non è, per tutti, così scontata.
Come racconta J-ax, al rifiuto di un compromesso, spesso, segue tutta una serie di difficoltà che ci saremmo potuti evitare benissimo accettando quello stesso compromesso. Quindi la questione è di onestà: saremmo davvero così onesti, verso noi stessi in primis, se accettassimo, pur di farcela, qualsiasi cosa? Anche se questa cosa dovesse limitare la nostra libertà personale
La maggior parte di noi fa parte di una nicchia, nella blogosfera. Parliamo di libri, film, musica, ma soprattutto ci piace dar consigli, isolarci nel nostro angolino virtuale per scambiare opinioni su una nostra comune passione. Molti blog che seguo intrattengono rapporti con varie Case editrici e, nella loro presentazione, leggo spesso che non sono disposti a recensire in modo positivo qualcosa che non è di loro gradimento. Sono d'accordissimo.
Ma voi lo fareste? Recensireste un libro che non vi è piaciuto, positivamente, pur di continuare una collaborazione? La risposta, ripeto, non è scontata. Questo, naturalmente, è solo un esempio, uno dei tanti che avrei potuto fare. (I limiti imposti alla creatività di qualcuno perché spesso, le idee di quest'ultimo non vendono, è un altro esempio.)
Per quanto riguarda me, nel mio piccolo, sono certa che non lo farei. Credo che la mia libertà, quella che mi permette di scrivere questo post, di recensire un classico, di parlare di un film o di un libro che non deve essere necessariamente un'ultimissima uscita, bhè... credo che la mia libertà non può avere nemici. Limitare questa, significa limitare la distinzione e ledere profondamente un mio diritto, uno dei più importanti che possiedo.

"Ricominciare da meno di zero
E finalmente sollevare il velo 

E raccontarvi veramente
Non l’immagine vincente che la gente prova a vendere
di sé."

La canzone termina nel lieto fine: "Benvenuti a tutti quelli come me." 
A tutti quelli che vanno avanti a testa alta e riescono a difendere la propria libertà. 
Ricomincereste da soli, da meno di zero, pur di essere liberi?

video

8 commenti:

  1. Concorco con quello che dici, una catena che ci lega può risparmiarci un sacco di problemai, ma rimane sempre una catena. Il suo peso si farà sentire prima o poi.

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    1. Era proprio ciò che volevo dire, Giuseppe.
      Il problema è rifiutare la catena ancor prima che questa ci leghi: non posso farmi incatenare!

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  2. Sono d'accordo con ciò che dici in questa riflessione. Non conosco la canzone di J-Ax, ma la domanda che poni è quella per cui tutti dovremmo pensare una risposta.
    Condivido a pieno ciò che pensi sui compromessi riguardanti le case editrici, nemmeno io me la sentirei di scrivere una recensione positiva solo per continuare una collaborazione.
    Per prima cosa mentirei a me stessa e soprattutto a chi mi legge, poi mi priverei di una libertà che ritengo importantissima. Continuerò sempre a dire la mia, a fare le mie scelte indipendentemente da ciò che altre persone vorranno impormi.
    Grazie per aver condiviso con noi questo tuo pensiero ^^

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    1. Grazie a te, Silvia, per esserti fermata qui a pensare. La penso anch'io come te: si tratterebbe di mentire a se stessi! Sicura della tua sincerità intellettuale, ti seguo. Sono felice di poter condividere le mie domande e i miei dubbi, e sono ancora più felice quando qualcuno si ferma e riflettere, come hai fatto tu. Grazie. :)

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  3. Ottimo spunto di riflessione. Per quanto mi riguarda sono assolutamente certa che andrei avanti per la mia strada, dando quindi il parere che sento di dare, a costo di giocarmi la collaborazione. Ho aperto questo mio spazio virtuale proprio per questo motivo: volevo dire la mia senza condizioni di nessun genere, liberamente. Questo non è un lavoro in cui devo fare buon viso a cattivo gioco, ma è uno luogo che ho creato per divertimento e per passione: cose, queste, che non vivono di compromessi, per fortuna!

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    1. Grazie, Paola, per averlo sottolineato. Sono d'accordo, non avrebbe senso continuare ad essere un blogger se si rinuncia alla sincerità; al contrario, lo si diventa proprio per evadere ed essere liberi!

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  4. Mi reputo una fan di J-Ax da tempo immemore ormai e sono felice che qualcuno come me abbia notate la poesia che si cela in questa canzone e, aimhé, le scomode verità.
    Hai dato uno spunto di riflessione non indifferente, portando anche i meno appassionati del genere rap a conoscenza di una grande canzone.
    Complimenti per tutto ciò che hai scritto e concordo pienamente con te.
    Un bacione (:

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    1. Ciao Elisa e grazie anche a te per esserti fermata qui, a riflettere.
      Anche a me piace molto lui e la sua musica, e ho l'impressione che questa canzone non si identifichi con un genere o una tendenza, è bella perché è vera! Grazie per aver apprezzato e condiviso il mio pensiero, benvenuta! :)

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