19 novembre 2015

Otium film #1 - Philomena

Buongiorno, mondo!
Le categorie del blog sono, per adesso e solo per adesso, delineate nella loro forma. Come vi avevo già annunciato, Otiumentis affronterà l'ozio nelle sue varie manifestazioni: i libri, cibo sano della nostra mente, ma anche l'arte (vedi rubrica Otium Art), fino ad arrivare al cinema. Oggi infatti parliamo di cinema. Al di là della lettura, amica di una vita, sono un amante del grande schermo. Per questo motivo ho creato la rubrica Otium Film, che verrà proposta a cadenza casuale.
(Giuro, in qualche modo riuscirò a mettere ordine nel blog e ad elencare tutte le rubriche nella loro pagina, "rubriche". Mi sto adoperando per farlo con vari tutorial, ci riuscirò!).
Ho a lungo riflettuto sul film da proporre, e alla fine ho deciso: vi parlerò di Philomena, di Stephen Frears.

 Philomena - Stephen Frears (2013)

Di cosa parla: E' la storia di Philomena Lee, un'anziana donna che ha passato la sua intera esistenza nel ricordo di un figlio che non ha avuto il tempo di conoscere, perché strappatogli via da un'adozione voluta dalle suore presso le quali lei era ospitata. L'incontro con un giornalista, Martin, uomo in carriera che inizialmente sminuisce la sua storia perché non intende occuparsi di "casi umani", la coinvolgerà in una ricerca che non credeva possibile e, passo dopo passo, la condurrà alla verità.


Otium Film
L'incessante ricerca di una madre, ormai anziana, che per tutta la vita ha pensato a quel bambino che le è stato strappato via in nome di un commercio, di un peccato, del denaro, mi ha molto commossa. Solo dopo aver terminato la pellicola ho scoperto che si trattava di un'incredibile storia vera, e questo non ha fatto altro che confermare le emozioni che ho provato.
Il rapporto che Philomena instaura con Martin, il giornalista, è avvincente e a tratti comico. Mentre ascoltavo i loro numerosi dialoghi riuscivo a vedere, oltre a due figure umane, due scuole di pensiero: Martin rappresenta l'incarnazione del pensiero ateo della nostra società: è perennemente in lotta con Dio e con le suore che lo dovrebbero rappresentare, arrabbiandosi per i loro misfatti; Philomena, invece e nonostante tutto, rappresenta la fede per eccellenza, quella fede buona, umana, che riesce a perdonare e a guardare al di là.

“- Io non voglio odiare le persone. Non voglio diventare come te. Guardati!
- Ma adesso sono arrabbiato!
- Deve essere faticoso.”



Philomena è una donna che riesce a considerare il perdono come qualcosa di meno faticoso della condanna. Al di là della fede che la accompagna da una vita e che, spesso, l'ha delusa, è una persona umana, di una umanità ormai rara da incontrare.
Il "traffico di bambini" avvenuto in quegli anni in Irlanda ha scisso legami inscindibili, come il legame tra madre e figlio. Le rappresentanti di tale traffico, le suore del convento di Roscrea, inculcavano nella mente delle ragazze-madri che vivevano in convento il grave peccato da loro commesso in nome di un lussurioso rapporto carnale, e le invogliavano ad accettarne la conseguente pena. Affidare i bambini nati da relazioni peccaminose a famiglie più in alto nella scala sociale era, per il convento irlandese di Roscrea, la cosa migliore da fare.

“- Perché l'hai tenuto nascosto per cinquant'anni?
- Avevo commesso un peccato e volevo tenerlo sepolto. Poi ho cominciato a pensare che tenerlo sepolto era anche quello un peccato, che voleva dire mentire. Più passava il tempo più io mi tormentavo chiedendomi quale fosse il peccato maggiore: aver partorito o aver mentito, e non l'ho mai sciolto...”


Non sono riuscita, tuttavia, ad apprezzare il modo in cui si conclude la vicenda. Forse per le grandi aspettative che si hanno quando si guarda un film, forse per essermi impuntata a voler vedere, per questa drammatica storia, a tutti i costi un lieto fine... fatto sta che non ho mandato giù il "gran finale". (Poi quando ho capito che si trattava di una storia vera, ho dovuto a malincuore accettare anche quello.)
In conclusione mi sento di consigliare Philomena a chi non l'ha visto: è una visione piacevole, profonda e poi... è una storia vera! Ci tengo a sapere cosa ne pensate e se l'avete visto.
Come vedete le mie recensioni sono abbastanza disordinate, non riesco ad essere schematica e lineare. Riesco a comunicare le mie sensazioni personali e soggettive, ma confido nei consigli delle più esperte per migliorarmi.

Un saluto, Esse.

2 commenti:

  1. a me era piaciuto un sacco: quello che mi aveva colpito è che nella mia mente queste storie da medioevo, ed invece son successe praticamente "ieri"

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    1. E' vero, sono fatti recenti!
      Grazie per essere passata di qua, un abbraccio.

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