12 novembre 2015

Torniamo al Novecento #1 - Paula

Buonasera a tutti! 
Ho deciso di creare una nuova rubrica mensile: Torniamo al Novecento, nella quale presenterò un classico, raccontando le mie opinioni e impressioni personali. Naturalmente saranno opere già lette e che consiglierei ad un lettore, quindi non vi saranno opinioni negative (si tratterà di libri che, a parer mio, meritano l'otium di ognuno di noi). Il libro che ho scelto per questa prima puntata è Paula, di Isabel Allende. E voi l'avete letto? Cosa ne pensate?


Paula di Isabel Allende 
Si tratta, a mio parere, di un testo da leggere e da avere nella propria personale libreria. Non conoscevo la scrittura di Isabel Allende prima di leggere "Paula"; sapevo dell'esistenza de "La casa degli spiriti", suo primo libro e capolavoro, ma non avevo mai avuto modo di avvicinarmi a questa scrittrice figlia della cultura cilena degli anni '70. Questo libro è un'avventura. E' la storia di una famiglia che attraversa viaggi, sogni, speranze e storia; sì, attraversa la storia sopravvivendo al Golpe cileno dell'11 settembre 1973; la attraversa emigrando da un continente all'altro per persecuzioni politiche; la attraversa di generazione in generazione, da mamma Isabel a figlia Paula. Nella storia c'è spazio per un lucidissimo ritratto di Salvador Allende, raccontato proprio da chi gli ha vissuto accanto, la sua ascesa al potere politico ed il suo declino fino al colpo di Stato. Meno spazio è dedicato a Pinochet. Ritengo che la fortuna di tale opera sia dovuta soprattutto alla sua forte impronta autobiografica: le vicende catturano il lettore da vicino, poiché da vicino sono raccontate. Chi parla è Isabel in persona, e ciò che racconta è la sua famiglia, i suoi parenti più stretti, un Golpe che ha vissuto, un Venezuela che l'ha ospitata. Al centro della storia e della vita della scrittrice vi è la drammatica situazione della figlia, Paula, moribonda in un letto di ospedale, che leggerà o forse non leggerà mai la lunga lettera che la madre scrive per lei. E' sicuramente un libro capace di trasmettere emozioni forti e catturare il lettore fino alla fine, fino a quell'epilogo che non si dimentica.
 

"Sono il vuoto, sono tutto ciò che esiste, sono in ogni foglia del bosco,
in ogni goccia di rugiada, in ogni particella di cenere che l'acqua trascina via, sono Paula e sono anche me stessa, sono nulla e sono tutto il resto in questa vita e in altre vite,
immortale."

 

E sì, Paula esiste. E grazie Isabel, per avercela raccontata così. Accompagnarvi è stato un onore e un piacere, oltre che una ricchezza. Ora posso dire di essere passata da Santiago negli anni '70, da Caracas qualche tempo dopo; di aver visto e sentito il dolore di Ernesto ed il tuo; di aver tanto ammirato il Tata e la Memè, ma soprattutto zio Ramón e il suo amore di una vita. Ci sono stata, insomma. E vi ho accompagnati fin proprio alla fine.

Spero di poter leggere anche le vostre opinioni su questa meravigliosa opera.
Un saluto, Esse.

4 commenti:

  1. mi piace molto questa scrittrice, questo libro è molto bello anche se non è il mio preferito tra i suoi

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    1. Ciao Susy, grazie per aver espresso la tua opinione.
      Qual è il tuo preferito della Allende?

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  2. Questo percorso di vita, che risulta essere Paula, mi ha letteralmente folgorata i primi anni in cui fu pubblicato in Italia. Avevo amato La casa degli spiriti, di cui la trasposizione cinematografica è all'altezza del romanzo, ma Paula fu ciò che mi fece innamorare della Allende.
    Sai che esiste anche una sorta di seguito: Per Paula, lettere dal mondo?

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    1. No, non lo sapevo e ti ringrazio infinitamente per la preziosa segnalazione. Il mio innamoramento, come il tuo, è giunto con Paula: fu il primo!

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