17 novembre 2015

La Repubblica delle Lettere: trama di un viaggio.






Ciao a tutti.
Stamattina, mentre cercavo di studiare per un esame imminente (ahimé, sono iscritta all'università), mi sono imbattuta per caso in un argomento che ha suscitato in me varie riflessioni. Il tema era "Il libro nella realtà intenzionale", un breve paragrafo in cui l'autore del manuale mi informava del modo in cui la lettura fa sì che tra gli uomini si instaurino relazioni intellettuali in grado di unire, anche in contesti molto differenti, varie culture, patrie e fedi. Ebbene, proseguendo nella lettura, scopro che 

"Nell'Europa di alcuni secoli fa gli appartenenti al mondo della scrittura e della lettura amavano considerarsi gli abitanti fedeli e privilegiati di una universale repubblica delle lettere."

Comincio a viaggiare letteralmente con la mente, pur restando seduta alla mia scrivania. Immagino l'esistenza di una comunità, di un paesello in cima alla collina chiamato "La repubblica delle lettere". Mi inoltro e gironzolo tra le case costruite secondo vari stili architettonici che riprendono tutte le epoche passate e il presente, il contemporaneo. Osservo il mondo bizzarro che mi circonda: vesti medievali, monumenti rinascimentali, l'Encyclopédie, Caio Mario che parla al popolo romano. Mi aggiro nella storia e nessuno mi riconosce, posso osservare da vicino tutti gli uomini che ho amato, odiato, ammirato visceralmente, senza essere esiliata. Basta avere solamente forza nelle gambe per poter camminare e raggiungere tutti gli angoli del paese (perché non mi trovavo in una città, dentro di me sapevo che era solo un paese per dimensioni e abitanti, eppure si trattava di un paese che ospitava miliardi di persone.) Posso avvicinarmi e ascoltare, girare l'angolo ed osservare uno scrivano ricopiare mille parole. Sentivo però qualcosa nell'aria, come una nebbia in dissolvenza. Ero inquieta.
Iniziai a correre per trovare un rifugio, un nascondiglio... sentivo che stava avvenendo qualcosa. Le mura della città iniziavano a sciogliersi assumendo forma molle come nel dipinto di Salvador Dalì e... era lui stesso che stava dipingendo! Mi trovavo dentro alla tela insieme a tutta la repubblica delle lettere.
Ad un certo punto mi svegliai di soprassalto, e non mi ricordai più nulla.
Provai a rientrare nel mondo in cui mi trovavo, come si fa quando qualcuno ci sveglia durante un bel sogno, ma ciò che vidi non era altro che un'immagine sfocata di quella realtà, svanita ormai per sempre.
Avrei voluto scrivere della repubblica delle lettere come pensiero astratto degli intellettuali, avrei voluto parlare del cosmopolitismo, o delle élites erudite ed arroganti... invece ho viaggiato. Ho capito dove va a finire la storia, con i suoi abitanti, i suoi eroi, i suoi costumi: nella mente di chi ama ricordarla.

Esse

4 commenti:

  1. Ciao! E' la prima volta che ti leggo, ma sono già rimasta affascinata dalla tua scrittura e per questo mi sono aggiunta ai lettori fissi. :)
    Il tuo blog è appena nato ma è già molto curato. Complimenti! :)

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    1. Ciao Simo!
      Mi ricordo della tua recensione su Murakami, grazie alla quale ho conosciuto il tuo blog.
      Non so come dirti grazie per i complimenti, sei fantastica!
      Ti leggerò.
      Un bacio

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  2. Ciao! :) Dal tema del post direi che si capisce che siamo colleghe, anch'io conosco molto bene la dicitura "Repubblica delle Lettere". Mi piace il vostro blog, in particolar modo le rubriche sembrano davvero originali! Vi seguirò sicuramente :3

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    1. Ciao Adele!
      Grazie mille per le tue gentili parole. Ho capito subito anch'io che c'entravi qualcosa... e magari sai anche che si tratta dell'esame di Biblioteconomia! Ahahahah
      Ti seguirò anche io sicuramente, o mal che vada ci incontreremo nella Repubblica!
      Un saluto da collega

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